1725. Quando a Bologna arrivarono i mori

 Il tarocchino tra gioco e politica.

Dal 20/06/2018 al 11/11/2018, Bologna

Uno spregiudicato religioso di origine francese, un inflessibile cardinale napoletano mandato dal Papa a governare Bologna, un vecchio senatore petroniano purosangue, un mazzo di carte per giocare a tarocchino bolognese che viene condannato a bruciare al rogo… Sono questi i protagonisti della storia che raccontiamo in questa mostra, sullo sfondo della Bologna dell’inizio del Settecento.

Orari mostra:

La mostra, a ingresso libero, sarà aperta tutti i giorni, dal 20 giugno all’11 novembre 2018, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 14.

Visite guidate gratuite condotte dal curatore della mostra:
– mercoledì 20 giugno ore 17.30
– giovedì 19 luglio ore 17.30
– martedì 7 agosto ore 17.30
– martedì 4 settembre ore 17.30
– mercoledì 10 ottobre ore 17.30
– mercoledì 7 novembre ore 17.30

 

 

Friedrich Bernhard Werner, [Veduta da fuori le mura del territorio urbano di Bologna compreso fra le porte Santo Stefano e Castiglione] [incisione in rame acquerellata], Augusta, Johan Christian Leopold, [tra 1725 e il 1750].

Uno dei “moretti” del mazzo di carte da tarocchino bolognese fatto stampare da Luigi Montieri insieme al libretto L’utile col diletto, o sia geografia intrecciata nel giuoco de tarocchi con le insegne degl’illustrissimi, ed eccelsi signori gonfalonieri, ed anziani di Bologna dal 1670, fino al 1725. Dedicato al marchese Gio. Paolo Pepoli, In Bologna, per il Bianchi, alla Rosa, 1725.

 

Tommaso Ruffo, Editto sopra la Proibizione de’ Lotti, e Giuochi. Pubblicato in Bologna li 4 Settembre 1721, In Bologna, per Clemente Maria Sassi Successore del Benacci, per la Stamperia Camerale, [1721].

Istruzioni necessarie per chi volesse imparare il giuoco dilettevole delli tarocchini di Bologna, In Bologna, per Ferdinando Pisarri, all’insegna di S. Antonio, 1754.

 

 

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